L’etica del lavoro elimina la paura

Una curiosità insaziabile non ci rende necessariamente degli eccentrici che disperdono le proprie energie, ma dei multipotenziali: persone che perseguono molteplici attività creative

Quando sono uscito da Accenture Interactive qualche anno fa avevo il dubbio su cosa avrei fatto da grande oppure, per dirla in un altro modo, come sarei sopravvissuto a 27 anni di consulenza “mainstream” per ritornare nel mondo reale.

Non è che fossi spaventato, solo non ero ancora pronto a decidere cosa volessi fare.

A questo proposito, mi piace citare una frase di Emilie Wapnick che condivido: “Una curiosità insaziabile non ci rende necessariamente degli eccentrici che disperdono le proprie energie, ma dei multipotenziali: persone che perseguono molteplici attività creative” – questo per dire che anche quando non sono stato così sicuro dei miei prossimi passi, ho sempre saputo esattamente che challenge, progettualità e creatività/innovazione rappresentano i miei principali interessi (per contrasto, se non vedo la possibilità di “metterci del mio”, non nascondo che la cosa mi possa anche annoiare).

Nello stesso tempo, evidentemente il tema della sfida mi ha sempre affascinato da un punto di vista lavorativo ma non solo….

ad esempio, non appena risolto il mio rapporto con Accenture, ho pianificato (e pedalato) 1100 km da solo in bicicletta tra Dolomiti, Trieste e Milano, sfidando lo scetticismo di amici e conoscenti e divertendomi nel contempo nella parte di testimonial che doveva anche farsi carico dei report giornalistici e delle attività di marketing, scrivendo un blog di articoli pubblicati sul sito dello sponsor che mi aveva fornito la bicicletta (Taurus 1908), prontamente rilanciati con appuntamenti giornalieri sui social.

Al mio ritorno dalla sfida “on the road”, ho cominciato creando la mia società nel Luglio 2018, INNOVENGER appunto, divertendomi a disegnarla in toto in termini di nome, mission, vision, sito – probabilmente non è venuta così male dato che sono riuscito nella difficile impresa di iscriverla subito nel registro delle startup innovative (non banale per una società che voleva fare consulenza e soprattutto appena fondata).

Contemporaneamente mi guardavo in giro senza precludere possibilità (e anche senza decidere):

  • da una parte mi cercavano i competitor di Accenture, oggettivamente spaventati da un non compete fatto bene che non mi consentiva di lavorare con loro in Italia per 12 mesi (e che comunque non avevo in mente di aggirare)
  • dall’altra parte la posizione elettiva in azienda era quella di Chief Information Officer, dove le mie esperienze erano generalmente “molto abbondanti” e differenzianti rispetto al ruolo richiesto ma venivo comunque considerato “una candidatura esotica” dato che non avevo un inquadramento pregresso esattamente nel ruolo. Probabilmente veniva anche percepita l’indecisione sui miei desiderata, il tarlo della consulenza continuava a rodermi.
  • avevo anche pensato di creare un marketplace, disegnando una soluzione blockchain per il mercato dei cosiddetti Hi-Value Goods che potesse combinare Tracciabilità e Anti-contraffazione (già visto) con tematiche di Marketing, Multicanalità e Posizionamento Strategico. L’idea era assolutamente innovativa (e infatti prometto che ne sentirete parlare ancora in INNOVENGER), ma in quel momento non sono riuscito a convincere qualcuno di cui mi fidassi a condividere con me la leadership dell’iniziativa imprenditoriale per confrontarmi sulle scelte da prendere.

Non riuscendo a decidermi tra tornare in consulenza ed assumere un ruolo organico in azienda, nel 2019 ho cominciato a fare il CIO in aziende internazionali da qualche centinaio di milioni di fatturato, scegliendo però di non farmi mai assumere e utilizzando Innovenger come contenitore per fatturare le mie consulenze personali, privilegiando i contenuti progettuali e di innovazione / trasformazione, più vicini alle mie attitudini ed esperienze.

E’ stato un percorso divertente ed anche gratificante, in questi 4 anni sono riuscito a portare a termine diversi programmi di trasformazione nonostante il fatto che il Covid abbia limitato molto la progettualità delle aziende per cui ho lavorato. Alcune di queste iniziative, anche quelle più piccole in termini di budget, hanno rappresentato un cambiamento significativo per il contesto, aziende padronali in cui la parte più difficile del mio lavoro era probabilmente la promozione / approvazione delle iniziative stesse a livello di comitato investimenti con gli imprenditori-AD a cui riportavo, sicuramente non abituati ad una interlocuzione di livello sulle decisioni chiave in ambito Digital o anche IT.

Anche se in circostanze diverse, in entrambe le esperienze principali ho rifiutato l’assunzione del ruolo di CIO in maniera permanente, nonostante mi sia stato offerto più volte. La prima cosa che mi spingeva in questa direzione era la resistenza che incontravo in termini di progettualità e investimenti (spese capex) in momenti di congiuntura non esattamente favorevole – Innovenger mi consentiva un modus operandi come Senior Advisor in contesti significativi ed ho continuato a sfruttare questa opportunità.

Il secondo punto di insofferenza era anche la “squadra”: spesso le persone che riportavano a me in azienda avevano una dedication totalizzante sulle problematiche di gestione operativa e nella parte più squisitamente trasformativa mi trovavo ad operare quasi sempre da solo. Mi è sempre piaciuto definire o progettare i contenuti, nonchè venderli internamente o negoziarli con una terza parte, “metterli in bella” oppure presentarli, fare sempre tutte le cose assieme alla lunga stanca, diventi anche autoreferenziale…. insomma, la consulenza più tradizionale mi mancava…

Nei mesi scorsi mi è stato offerto di aprire e guidare la branch italiana di Nembrini Consulting, gruppo internazionale con HQ in Svizzera, attivo principalmente in ambito Digital – la risposta è stata subito entusiasta, condividiamo gli stessi valori e il disegno si è materializzato in un attimo.

INNOVENGER diventa quindi parte di un network internazionale con la responsabilità del mercato italiano e un ruolo di guida su alcune iniziative progettuali che verranno lanciate congiuntamente nel corso del 2023.

In questo contesto di crescita, INNOVENGER diventa l’hub Italiano per Business Consulting, Digital Design e Technology Solutions, mantenendo la struttura definita.

Mi piace sottolineare che la mission di INNOVENGER, scritta di getto nel 2018, non varia:

Aiutare i nostri clienti ad aprire nuovi canali di vendita o semplicemente ad ottenere un vantaggio competitivo su quelli esistenti attraverso una migliore e più matura gestione dell’innovazione e delle componenti digitali a supporto del proprio business.

A questo scopo, l’attività sociale ha come oggetto primario l’erogazione di servizi di consulenza, progettazione, change management e formazione promuoventi lo sviluppo dell’economia e della cultura digitali, nonché la ricerca e l’innovazione tecnologica quali fattori essenziali di progresso e opportunità di arricchimento economico, culturale e civile nel quadro delle indicazioni sancite a livello europeo, con particolare riferimento agli effetti prodotti e ai risultati conseguiti.

E anche la vision non cambia:

we are INNOVATIVE, we are CREATIVE, we are PASSIONATE, we are INNOVENGER.

INNOVENGER seeks out the creative mind, the idealist who can work, collaborate, and deliver under timelines. We are driven by our desire to create and make the world a better place.  Our passion fuels the relentless pursuit for innovation and adventure.

Quello che cambia è la portata della sfida, Il Gruppo Nembrini Consulting dispone di una struttura di 100+ consulenti a livello internazionale, l’ambizione è quella di portare INNOVENGER ad un’altra scala mantenendone la capacità di guidare / supportare programmi di trasformazione significativi per i nostri clienti.

Il piano di crescita è molto ambizioso, qualcuno ha giustamente detto che se non sei spaventato dai tuoi sogni, vuol dire che non sono grandi abbastanza – è vero che la sfida sarebbe di quelle da far tremare le gambe, ma l’etica del lavoro elimina la paura.

Sono convinto che questo passo rappresenti una grossa opportunità e la affronto con entusiasmo, commitment e responsabilità: quello che ci lega è il fatto che siamo tutti top performer con una forte attitudine verso il prossimo – privilegiamo le persone, e superiamo le aspettative – per i nostri clienti, i nostri partner ed i nostri colleghi.

La sfida è raccolta e spero che clienti, partner e professionisti decideranno di cogliere l’opportunità di lavorare con noi numerosi.

Claudio Bianchi

CEO of INNOVENGER

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